Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale   English Version

Ristrutturazioni per chi Ŕ chimicamente sensibile
Prima parte: Materiali, tecniche e metodi

A cura di A.M.I.C.A. - www.infoamica.it

Tutti i medici esperti di MCS sono concordi nel ritenere l’evitamento delle esposizioni chimiche la prima terapia per la Sensibilità Chimica Multipla (MCS). Il principio di base dell’allergologia e della tossicologia è, infatti, l’abbassamento del livello di esposizione o l’allontanamento della sua fonte. Per tale ragione a molte persone chimicamente sensibili viene consigliato di ristrutturare la propria abitazione o di trovarne un’altra (che comunque va ristrutturata perchè è assai improbabile che si riesca a tollerare un ambiente abitato da persone normali per le tracce di fragranze, detersivi, insetticidi, ecc.).

Chi è affetto da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) ha bisogno di un ambiente di vita quanto più possibile privo di polveri, odori ed emissioni gassose inodore tipiche dei materiali sintetici. La MCS comporta reazioni multiorgano, talvolta gravi, per esposizioni a sostanze chimiche anche in minime quantità subtossiche, cioè innocue per la popolazione generale. Ogni individuo con MCS è diverso dall’altro e può essere sensibile o allergico a particolari sostanze. Questo testo cerca di offrire una guida sulla base dell’esperienza di malati gravi e di testi statunitensi sull’edilizia per MCS.

Il primo parametro da valutare, quando si cerca un’abitazione per migliorare la qualità ambientale, è la posizione. La casa dovrebbe essere situata lontano da impianti industriali, artigianali o commerciali, inceneritori che emettono fumi, discariche, canali di scolo e anche discariche a mare perché, se troppo vicine alla costa con le mareggiate possono vaporizzare sostanze irritanti per le persone sensibili. In città bisogna guardarsi attentamente dalle pompe di benzina, dalle lavanderie, dalle carrozzerie, dalle falegnamerie, dalle pizzerie a legna o friggitorie, dai supermercati, dalle profumerie, dalle ferramenta, dai calzolai. Anche le scuole possono rappresentare un problema per l’uso frequente di insetticidi e pesticidi sia all’interno dell’edificio che nei giardini.

La dr.ssa Ziem consiglia alle persone con MCS di vivere almeno ad 1.5 km da campi irrorati con pesticidi e a 500 metri da strade trafficate. Importante è anche tenersi distanti da grandi parcheggi o da porti e aereoporti, per le continue emissioni di combustibile e oli. In generale sia la dr.ssa Ziem che il dr. Rea consigliano di vivere nei pressi di grandi boschi che ossigenano l’aria. Alcuni malati devono, però, evitare i boschi di conifere per due ragioni: per l’emissione di terpeni irritanti di questi alberi (che non devono essere usati né per la costruzione delle case né per i mobili) e per la tendenza delle loro resine appiccicose a “catturare” le particelle di inquinamento nell’aria.

La maggior parte delle persone intossicate, specie se con sintomi alle vie aeree, non sopporta il fumo dei camini. Questo comporta grandi problemi in Italia dove in tutti i paesi si fa uso dei camini per il riscaldamento e per cucinare. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato il fumo della combustione della legna come emergenza globale responsabile di molte patologie alle vie respiratorie.

Altro parametro da osservare è la distanza da fonti elettromagnetiche, come elettrodotti, ripetitori della TV o dei telefonini, linee ferroviarie, ecc. In Italia esistono leggi di tutela da questi pericoli, ma di fatto è possibile trovare molto frequentemente case o interi paesi costruiti sotto o accanto ai cavi dell’alta tensione o sotto il raggio diretto di ripetitori radio o della telefonia mobile.

E’ preferibile evitare, infine, le zone a rischio di radon, ovvero della radioattività naturale  emessa dal terreno e da certe pietre come il tufo. Questo pericolo è molto frequente in Italia, in particolare nel Viterbese, un territorio tufaceo dove anche gli edifici sono spesso costruiti proprio col tufo (le emissioni si possono comunque misurare, per esempio rivolgendosi all’ARPA, tramite il Comune).

Per quanto riguarda la ristrutturazione vera e propria bisogna, innanzitutto, scegliere solo materiali naturali, preventivamente testati e autorizzati dal malato e va posta particolare attenzione anche alle tecniche del loro utilizzo, nonché ai metodi costruttivi, perché ogni singola operazione sul cantiere può determinare il successo o il fallimento della ristrutturazione.

Un aspetto molto importante riguarda le muffe e i funghi che rappresentano gravi pericoli per i malati a causa delle sostanze irritanti e tossiche prodotte dal loro metabolismo, anche quando non sono visibili e si trovano negli strati profondi dei muri. Poiché tutti i prodotti antimuffa contengono agenti chimici e vanno perciò evitati, il progetto deve sempre prevedere la rimozione e la destinazione alla discarica di tutte le pareti, mattoni, intercapedini o altri materiali contaminati da muffe, funghi e umidità. Si deve fare tutto il possibile per prevenire la formazione di umidità. In questo senso, le fondamenta rivestono un ruolo centrale e devono essere più alte e ventilate possibili, soprattutto nei luoghi con clima caldo-umido.

In generale vanno bene delle fondamenta in cemento atossico tipo “non cemento”(1): si prepara uno scavo alto dai 30 ai 50 cm anche di più a seconda del tipo di terreno (più alto se è di terriccio, meno se è roccioso). Lo scavo sarà riempito di ghiaia fatta da grandi pietre di tipo non poroso, meglio se marmoreo, e soprattutto non devono essere utilizzati materiali di scarto, né di tufo, né altro terriccio. Dopo aver alzato il muro perimetrale attorno a questo,  all’esterno non va direttamente poggiata la terra, ma è necessario mettere della pietra tipo i coti che servono per il drenaggio dell’acqua).

Per le fondamenta si getta poi uno strato di pulizia sul fondo con calce naturale (1,2). Sopra va posta una guaina non bituminosa contro l’umidità e contro il radon, meglio se rigida simile a plexiglas. (1) Di solito questa guaina è inserita tra due teli di iuta, che però occupa molto spazio, così qualcuno ha posato la guaina direttamente sul getto di pulizia facendo attenzione a rasarlo bene e a togliere il brecciolino residuo.

Sopra va deposto un ulteriore getto di calce naturale. Se ci sono pareti pre-esistenti è bene usare la tecnica del taglio del muro per far passare la guiana anche sotto i muri perimetrali altrimenti l’umidità e il radon possono facilmente risalire. Le pareti esterne devono essere liberate dallo strato superficiale e da eventuali residui di cemento e calce in eccesso. Ai fini del risparmio energetico si consiglia di usare una spessa coibentazione (peraltro sono disponibili sgravi fiscali fino al 55%). Come cappotto si possono usare la perlite, l’argilla espansa o i pannelli di sughero scuro non trattato (1). In  alternativa basta lasciare una camera d’aria tra due file di mattoni. Come mattoni ci sono quelli standard o autoportanti da 30 cm. (1)

Per la finitura interna delle pareti si possono usare: maioliche di gres porcellanato a tutto impasto non smaltate e non levigate, tipo quelle di Iris Ceramiche (4), Eiffel (5) o Coen (6); marmo lucidato in modo naturale con olio di oliva o olio di lino, ma evitando i marmi a rischio di emissioni di radon e soprattutto le lucidature a piombo e a zinco; calce naturale e tinte naturali (2). Sia le maioliche che il marmo vanno attaccate con malta pura senza colle e additivi (2,3). per le pareti verticali  la posa delle mattonelle a tutto impasto è più complicata e bisogna trovare dei prodotti specifici (7). Scegliendo delle maioliche tagliate in modo preciso si evita la fuga e il rischio di emissioni di polveri dalla malta. Molti malati si trovano bene nelle stanze con pareti interamente in maiolica.

In alternativa si possono lasciare i mattoni in argilla a vista, che creano un piacevole effetto estetico, oppure si può coprire le pareti con il vetro che è ottimo per l’assenza di rischi di muffe, ma va lavato spesso perché trattiene gli odori e inoltre non scherma dalle radiazioni elettromagnetiche come quelle dell’impianto elettrico. Con la maiolica e il vetro le pareti non respirano e si può creare un ambiente umido un po’ malsano.

I solai possono essere realizzati con travi in ferro/acciaio, legno massello o cemento atossico e con tavelloni in cotto. Con i metalli c’è sempre il rischio di magnetizzazione che può creare un disagio per i soggetti elettrosensibili, i quali preferiscono di più il legno. Questo, però, può dare problemi per le sue emissioni odorose (terpeni naturali) e vanno, perciò, evitate le conifere, scegliendo invece la quercia, l’acero, il faggio e pochi altri tipi di legno duro, sempre coltivati senza pesticidi. Purtroppo non è facile reperire legni con queste garanzie così come maestranze esperte nel trattamento a base di oli naturali senza prodotti petrolchimici e senza cera d’api che sono assolutamente da escludere per il loro odore pungente e persistente.

Come cemento portante si può scegliere quello tipo “non cemento” (1) che è assolutamente privo di additivi chimici e contiene tondini particolari che non si magnetizzano e non danno, quindi, alcun rischio di emissioni elettromagnetiche “di rimando” (fungendo da antenne in presenza di fonti elettromagnetiche come lo stesso circuito elettrico o i comuni elettrodomestici).

Per potenziare la coibentazione e ridurre al minimo il pericolo di condense, umidità e muffe, il tetto deve essere ventilato mantenendo uno spessore alto tra le travi e la copertura impermeabilizzata.

Il tetto va impermeabilizzato escludendo la guaina bituminosa, inadatta per MCS, e si deve usare almeno il cemento (8), che va coperto con un leggero strato di calce e un’intercapedine di perlite. Questo cemento, a differenza della guaina bituminosa, una volta asciutto e soprattutto isolato da uno strato di calce non esala più.

La casa di un malato di MCS dovrebbe essere dotata di finestre quanto più ampie possibili, sia per migliorare la ventilazione, sia per consentire l’ingresso della luce naturale, in quanto indispensabile per la metabolizzazione della vitamina D. Per alcuni malati elettrosensibili, inoltre, l’illuminazione naturale rappresenta l’unica scelta. Alcuni soggetti con MCS reagiscono molto male ai fumi (berillio, idrocarburi, mercurio, ecc.) emessi dalle lampadine a basso consumo energetico e ciò potrà rappresentare un enorme problema a partire dal prossimo anno quando non verranno più vendute le lampadine a incandescenza.

Per gli infissi in teoria andrebbe bene il legno dalle caratteristiche sopra descritte, ma è praticamente impossibile trovarlo, così si consigliano degli infissi in alluminio anodizzato. L’unica attenzione va posta al contatto tra il telaio di zinco e la parete di calce: quest’ultima tende ad ossidare i metalli e perciò va ricoperta con un leggerissimo strato di cemento.

Come riscaldamento va bene l’impianto ad energia solare con serpentine in rame (9) interne alle pareti, sotto al pavimento o alla zoccolatura. Questo sistema dà un calore diffuso a bassa temperatura in genere ben tollerato dai malati. Bisogna solo fare attenzione a mettere le serpentine nelle pareti prive di isolante e che siano state realizzate esclusivamente con materiali adeguati altrimenti il calore fa esalare le sostanze nocive per il malato. Per evitare esalazioni indesiderate e per valorizzare al massimo la capacità riscaldante dell’impianto non vanno messi i mobili davanti alle pareti scaldate. Ad alcuni malati le serpentine sotto al pavimento possono dare problemi di circolazione agli arti inferiori. Nel caso la casa sia vincolata per i beni architettonici si può proporre un sistema solare con caldaia a scomparsa che ha un minore impatto sull’estetica dell’edificio.

Sempre ai fini del risparmio energetico, si può adottare un sistema fotovoltaico o eolico. Nel primo caso è preferibile scegliere quelli con telaio di alluminio (9) piuttosto che in plastica. Nel secondo caso si trovano delle pale piccole per un uso domestico al costo di 500-600 euro (10). L’unica attenzione va posta alla centralina che converte la corrente proveniente dagli impianti a 12 volt in corrente ad uso domestico a 220 volt perché può generare un campo magnetico fastidioso e va tenuta all’esterno della casa in un angolo lontano dalle stanze in cui vi si soggiorna più a lungo.

Il circuito elettrico va impostato in modo da evitare di formare con i cavi dei cerchi intorno alla stanza (per esempio “a stella”). Meglio disporre i cavi da un solo lato di ciascuna camera o al massimo su due lati adiacenti, ma mai paralleli. Si trovano in commercio dei fili elettrici intrecciati ricoperti in cotone piuttosto che in plastica e cavi schermati e interruttori in ceramica che proteggono meglio dalla radiazione elettrica (11,12). L’uso di disgiuntori consente di staccare l’elettricità quando non è in uso, riducendo il campo elettromagnetico di fondo del circuito, con un significativo vantaggio anche per la bolletta.

L’impianto idraulico deve essere composto da tubi in acciaio, comprese le giunture che devono essere ad incastro, per l’acqua in entrata, e da tubi in PVC per l’acqua che va negli scarichi. I malati più gravi di MCS hanno bisogno di usare un sistema di purificazione dell’acqua dell’acquedotto per abbassare il contenuto di cloro e di altri residui della potabilizzazione. A livello del tubo di ingresso dell’acqua nella casa, si può installare un sistema di filtraggio ai carboni attivi specifico per MCS, cioè composto esclusivamente da parti in acciaio, ceramica.

Poiché l’idroterapia e la terapia del calore rappresentano uno strumento importante nel trattamento della MCS, è utile predisporre nella casa una piccola zona termale, per esempio una grande vasca che permetta dei piccoli movimenti in acqua, una sauna a secco o un bagno turco a vapore. Se si volessero utilizzare degli aspiratori in alcuni ambienti come la cucina sono ottimi quelli tutti in acciaio. (13)

Nota: A.M.I.C.A. non ha alcun interesse economico o altro vantaggio ad indicare i suddetti produttori. Questi vengono citati sulla base di segnalazione di malati con il solo e unico scopo di fornire un aiuto ad altri malati che dovranno sempre tenere presente le loro singole esigenze di salute.

Riferimenti:
1. www.artimestieri.it
2. www.tcs-srl.it (la calce è il grassello Nhl 3 e la tinta Storical CL90)
3. www.artimestieri.it  per la calceTassullo
4. www.irisceramica.com
5. Eiffel
6. Coen
7. www.hdsystem.it
8. www.mapei.it
9. www.sunradiant.it
10. Air-X  www.csvaltellina.it/listino.html
11. www.leprolunghe.it
12. www.biorelais.com
13. www.vortice.it